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Mercoledì 23 ottobre 2019 Giornata Nazionale del Docente
COMUNICATO STAMPA
Mercoledì 23 ottobre la Gilda di Treviso, la più grande associazione professionale di insegnanti, celebra la “Giornata Nazionale del Docente”. Per l’occasione il sindacato ha organizzato un’assemblea sindacale ospitata dal Liceo Marconi di Conegliano, dove sono convenuti docenti di ogni ordine e grado per discutere e confrontarsi non solo sul rinnovo del contratto di lavoro ma anche e soprattutto di valorizzazione della professione del docente, che, sostiene la coordinatrice provinciale, Michela Gallina, “passa sicuramente attraverso un riconoscimento economico ma questo da solo non basta.
Il docente deve riacquistare un ruolo di prestigio presso l’opinione pubblica, ruolo che è stato più volte messo in discussione sia da campagne diffamatorie messe in atto da vari governi, sia da un atteggiamento di scarsa attenzione per una professione importantissima e delicata per la formazione delle nuove generazioni. La scuola è stata per troppo tempo relegata a fanalino di coda della pubblica amministrazione sia sotto il profilo professionale che economico. Anche in questi giorni assistiamo al balletto quotidiano di cifre da stanziare da parte del MEF, per la scuola e si tratta sempre di elemosine”. Oggetto di discussione anche l’istituzione dell’area contrattuale separata, di un Consiglio Superiore della docenza (Ordine professionale), l’educazione civica, la proposta di abolizione del bonus merito dei docenti ed i futuri concorsi.
“Ho avuto modo di conoscere il Ministro Fioramonti – prosegue la Coordinatrice Provinciale Michela Gallina - che ha partecipato ad un convegno nazionale organizzato dalla nostra associazione, dimostrando quanto meno attenzione, buona volontà nell’ascoltare e confrontarsi con la categoria che rappresenta e mi auguro si tratti di una svolta culturale. Troppo spesso noi docenti siamo stati mortificati, per non dire offesi, dall’atteggiamento di ministri asserragliati nei loro uffici, distanti dalla categoria, che hanno evitato ogni possibile contatto e scambio di opinioni. Questo atteggiamento si ripropone anche nei talkshow televisivi dove personaggi del mondo dello spettacolo vengono invitati ad esprimersi sulle questioni scolastiche mentre raramente sono consultati i diretti interessati, gli insegnanti, che forse potrebbero parlare con maggiore cognizione di causa. Tale modalità distorta di informazione non fa che alimentare banalità, luoghi comuni e qualunquistici sulla professione dell’insegnante e punta spesso il riflettore sensazionalizzando singole e isolate situazioni aberranti, ignorando invece il lavoro della maggior parte dei docenti che operano con scrupolosa dedizione” e continua: “oggi in contemporanea si stanno svolgendo assemblee in tutte le province d’Italia. Siamo nati come comitato di base, ci teniamo al mantenimento di un contatto diretto fra docenti e sindacato perché in questo consiste la vera rappresentatività: vogliamo condividere le esperienze sentendo dalle fonti dirette cosa pensano e come vivono gli insegnanti nelle scuole, quali sono i problemi di maggior rilievo, quali i motivi di malessere, quali le rivendicazioni. La categoria chiede di essere ascoltata, chiede di parlare delle condizioni di lavoro, è stanca di essere apostrofata con i soliti luoghi comuni”.
Treviso 21.10.2019
La Coordinatrice prov.
dr.ssa Michela Gallina
ASSEMBLEE SINDACALI: 23-10-2019 A CONEGLIANO e 29-10-2019 A CASTELFRANCO
Cari colleghi,
vi avvisiamo delle prossime 2 assemblee sindacali per i distretti di Conegliano, in occasione della GIORNATA NAZIONALE DEL DOCENTE, e Castelfranco Veneto che si svolgeranno secondo il seguente calendario:
- Mercoledì 23 Ottobre a Conegliano ore 8-10 : vedi convocazione
- Martedì 29 Ottobre a Castelfranco Veneto ore 11.13: vedi convocazione
Mercoledì 23 ottobre saranno svolte assemblee in tutte le città d’Italia per discutere di:
•area contrattuale separata
•consiglio superiore della docenza
•preside elettivo e garanzie disciplinari
•rivendicazioni economiche e normative per il CCNL2019/2021
Vedi la locandina usando questo link.
Intanto vi aspetto numerosi e cercate di coinvolgere e portare anche i vostri colleghi.
Come al solito controllate che ne venga data informativa da parte della scuola.
Grazie per la collaborazione.
Un caro saluto,
Michela Gallina
Diplomati magistrali: prosegue il confronto con l’Amministrazione. Il tavolo è aggiornato al 17 ottobre
mercoledì 16 ottobre 2019
Comunicato unitario FLC CGIL- CISL FSUR -UIL SCUOLA RUA - SNALS Confsal - GILDA UNAMSSul tema delle possibili soluzioni rispetto alla proroga delle misure contenute nel Decreto dignità a tutela della continuità didattica il confronto con l’amministrazione proseguirà domani e il tavolo con ogni probabilità sarà riconvocato per le ore 11.00.
Si tratta di trovare delle soluzioni che vadano nella direzione di tutelare tutti i diversi lavoratori coinvolti.
Per questo motivo il MIUR valuterà le varie proposte prese in esame e riconvocherà le organizzazioni sindacali domani in mattinata.
I sindacati hanno ribadito la grande urgenza di una misura a tutela della continuità didattica, che verrebbe calpestata dai pronunciamenti in arrivo in corso d’anno, con il conseguente avvicendamento di insegnanti sulle cattedre, anche nei casi di sostegno, in cui famiglie e alunni coinvolti pagherebbero un prezzo inaccettabile.
Roma, 16 ottobre 2019
Integrazione graduatorie di istituto del personale docente
mercoledì 9 ottobre 2019
Pubblicato il decreto dipartimentale. Le domande vanno presentate entro il 18 ottobre
Il Miur con la nota 44321 del 9 ottobre 2019 ha pubblicato il Decreto dipartimentale 1458 del 9 ottobre 2019 che disciplina:
- L´ inserimento negli elenchi aggiuntivi alla seconda fascia delle graduatorie di istituto dei docenti che hanno conseguito il titolo di abilitazione entro il 1° ottobre 2019. La domanda va presentata tramite il modello A3 entro il termine del 18 ottobre 2019. Se si è già presenti nelle graduatorie d´istituto la domanda va indirizzata alla scuola alla scuola che ha gestito il precedente inserimento.
- L´inserimento negli elenchi aggiuntivi di sostegno per i docenti che si sono specializzati su sostegno entro il 1° ottobre 2019, tramite il modello A5 compilato su "Istanze on line" tra il 18 ottobre 2019 ed il 31 ottobre 2019 (entro le ore 14,00).
- La priorità nell´attribuzione delle supplenze di terza fascia per i docenti che acquisiscono il titolo di abilitazione dopo il 1° ottobre, compilando su "Istanze on line" il modello A4. Le funzioni per la compilazione del modello A4 sono disponibili per tutto il triennio di validità delle graduatorie.
Eventuali sostituzioni delle scuole indicate nel modello B sono consentite solo per indicare sedi nelle quali siano impartiti nuovi insegnamenti.
L´istanza si può compilare su POLIS dal 28 ottobre all´8 novembre 2019 (ore 14.00).
Somministrazione farmaci
7 ottobre 2019
Ci giungono frequentemente, da parte dei colleghi, richieste di chiarimento in merito alla questione “somministrazione dei farmaci a scuola da parte degli insegnanti”. Data la rilevanza del tema, riproponiamo un articolo già apparso su SAM-Notizie alcuni anni fa.
Non a tutti è chiaro se esista un obbligo sancito e quali ricadute comporti in termini di responsabilità civile e penale. Il contratto collettivo nazionale vigente tace in merito all’argomento. Infatti confermiamo trattarsi di una mansione al di fuori delle nostre competenze, né possiamo ritenere che la frequenza di un corso di “Primo soccorso” possa fornire adeguate conoscenze ed abilità di tipo infermieristico tali da metterci nelle condizioni di far fronte alle più svariate situazioni. Ricordiamo ai colleghi che interventi di questo genere, a fronte di disponibilità, pressioni morali, zelo personale, possono esporci, di fatto, a problemi di responsabilità civile e penale.
Il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, d’intesa con il Ministero della Salute, emanò, nell’anno 2005 un Atto di Raccomandazione contenente le Linee guida per la definizione di interventi finalizzati all’assistenza di studenti che necessitassero di assunzione di farmaci in orario scolastico (Nota MIUR Prot. n. 2312/Dip/Segr del 25 novembre 2005). Riportiamo di seguito una sintesi della Nota, con le indicazioni e le istruzioni in essi contenute, accompagnata da un nostro commento riportato in corsivo. Sottolineiamo come la nota precisi che la somministrazione di farmaci, da parte di insegnanti o di altri operatori scolastici, avvenga solo previa disponibilità dichiarata da questi offerta. Il documento si compone di 5 articoli.
Art.1 – Oggetto – Le presenti Raccomandazioni contengono le linee guida per la definizione degli interventi finalizzati all’assistenza di studenti che necessitano di somministrazione di farmaci in orario scolastico, al fine di tutelarne il diritto allo studio, la salute ed il benessere all’interno della struttura scolastica.
Art. 2 – Tipologia degli interventi – La somministrazione di farmaci deve avvenire sulla base delle autorizzazioni specifiche rilasciate dal competente servizio delle ASL; tale somministrazione non deve richiedere il possesso di cognizioni specialistiche di tipo sanitario, né l’esercizio di discrezionalità tecnica da parte dell’adulto.
Discrezionalità sta a significare la valutazione dell’insegnante rispetto all’ opportunità o meno di somministrazione. Per fare un esempio concreto, quando si verificano episodi occasionali di malessere come mal di testa, febbre o altro, non rientra nelle prerogative del docente decidere se sia il caso di somministrare aspirine, analgesici o quant’altro incorrendo nel rischio che vi possano anche essere delle reazioni allergiche nel soggetto. Il comportamento corretto da tenere in questi casi è: avvertire la famiglia perché questa provveda e, nei casi che appaiono più gravi ed incerti, chiamare il pronto soccorso. Diversa è la situazione per chi invece assuma farmaci prescritti in dosi prestabilite e ad orari fissi, questo non richiede discrezionalità e l’insegnante può dare la disponibilità alla somministrazione. Tuttavia sorgono problemi di altro genere: qualora l’insegnante disponibile fosse assente, chi si occuperebbe della somministrazione? Ci dovrebbe essere un piano che preveda anche questo tipo di situazione e se il docente per distrazione se ne dimenticasse o sbagliasse dose? Paradossalmente risulterebbe colpevole di un comportamento rispetto al quale ha voluto offrire una disponibilità non obbligatoria. Incorrerebbe in una responsabilità sia civile che penale.
Art. 3 – Soggetti coinvolti – La somministrazione di farmaci agli alunni in orario scolastico coinvolge, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze: le famiglie degli alunni e/o gli esercenti la potestà genitoriale; la scuola: dirigente scolastico, personale docente ed ATA; i servizi sanitari: medici di base e le ASL competenti territorialmente; gli Enti locali: operatori assegnati in riferimento al percorso d’integrazione scolastica e formativa dell’alunno. (omissis)
Facciamo notare come la questione chiami in causa una serie di figure in ordine di responsabilità: al primo posto ci sono le famiglie a doversene occupare, eventualmente la scuola nella figura del dirigente scolastico che deve dare le disposizioni (solo dopo avere acquisito la disponibilità dei docenti o del personale della scuola) ed eventualmente i servizi sanitari e gli enti locali.
Art. 4 – Modalità d’intervento – La somministrazione di farmaci in orario scolastico deve essere formalmente richiesta dai genitori degli alunni o dagli esercitanti la potestà genitoriale, a fronte della presentazione di una certificazione medica attestante lo stato di malattia dell’alunno con la presentazione specifica dei farmaci da assumere (conservazione, modalità e tempi di somministrazione, posologia).
Facciamo notare come in questo caso si tratti di somministrazione che esclude l’esercizio della discrezionalità da parte del personale della scuola.
I dirigenti scolastici, a seguito della richiesta scritta di somministrazione di farmaci: effettuano una verifica delle strutture scolastiche, mediante l’individuazione del luogo fisico idoneo per la conservazione e la somministrazione dei farmaci; concedono, ove richiesta, l’autorizzazione all’accesso ai locali scolastici durante l’orario scolastico ai genitori degli alunni, od a loro delegati, per la somministrazione dei farmaci; verificano la disponibilità degli operatori scolastici in servizio a garantire la continuità della somministrazione dei farmaci, ove non già autorizzata ai genitori, esercitanti la potestà genitoriale o loro delegati.
Il personale della scuola entra in gioco laddove vi sia impossibilità da parte della famiglia. Sarebbe opportuno chiedersi se sia un rischio che debbano accollarsi gli insegnanti se nemmeno i familiari, o persone da loro delegate, intendano o possano farsene carico. Potrebbe già essere un’attenuante rispetto alle pressioni morali rivolte ai docenti.
Gli operatori scolastici possono (e non “devono”) essere individuati tra il personale docente ed ATA che abbia seguito i corsi di primo soccorso ai sensi del Decreto legislativo n. 626/94 (n.d.r. e successivi).
Ricordiamo che i corsi si chiamano di “primo soccorso” perché dovrebbero far sì che le persone formate siano in grado di mettere in sicurezza i soggetti, in questo caso gli alunni, fintanto che non interviene il personale competente, non certo sostituirsi ad esso. Questo implica l’obbligo, in caso di incidenti o situazioni di emergenza, di chiamare il pronto soccorso e, nel frattempo, prestare assistenza evitando che il soggetto possa farsi ulteriormente male.
Potranno, altresì, essere promossi, nell’ambito della programmazione delle attività di formazione degli Uffici Scolastici Regionali, specifici moduli formativi per il personale docente ed ATA, anche in collaborazione con le ASL e gli Assessorati per la Salute e per i Servizi Sociali e le Associazioni. Qualora nell’edificio
scolastico non siano presenti locali idonei, non vi sia alcuna disponibilità alla somministrazione da parte del personale o non vi siano i requisiti professionali necessari a garantire l’assistenza sanitaria, i dirigenti scolastici possono procedere, nell’ambito delle prerogative scaturenti dalla normativa vigente in tema di autonomia scolastica, all’individuazione di altri soggetti istituzionali del territorio con i quali stipulare accordi e convenzioni.
Questo passaggio è particolarmente importante perché sottolinea come, in caso di mancata dichiarazione di disponibilità da parte dell’insegnante, la responsabilità ritorni in capo al dirigente scolastico che dovrà adottare nuove soluzioni. Offrire la disponibilità alla somministrazione dei farmaci quindi serve a togliere le castagne dal fuoco al dirigente, salvo che le castagne passino in mano ai docenti o comunque al personale della scuola con le conseguenze che possono derivarne nell’eventualità di errori involontari.
Nel caso in cui non sia attuabile tale soluzione, i dirigenti scolastici possono provvedere all’attivazione di collaborazioni, formalizzate in apposite convenzioni, con i competenti Assessorati per la Salute e per i Servizi sociali, al fine di prevedere interventi coordinati, anche attraverso il ricorso ad Enti ed Associazioni di volontariato (es.: Croce Rossa Italiana, Unità Mobili di Strada).
Il ricorrere a personale specializzato, oltre ad evitare di esporre gli insegnanti a conseguenze civili e penali, sicuramente offre la possibilità di garantire interventi maggiormente competenti.
In difetto delle condizioni sopradescritte, il dirigente scolastico è tenuto a darne comunicazione formale e motivata ai genitori o agli esercitanti la potestà genitoriale e al Sindaco del Comune di residenza dell’alunno per cui è stata avanzata la relativa richiesta.
Art.5 – Gestione delle emergenze – Resta prescritto il ricorso al Sistema Sanitario Nazionale di Pronto Soccorso qualora si ravvisi l’inadeguatezza dei provvedimenti programmabili secondo le presenti linee guida rispetto alle situazioni concrete, ovvero qualora si ravvisi la sussistenza di un caso di emergenza.
(Si veda in proposito quanto specificato al p. 4).
Esortiamo dunque i colleghi che non intendano assumersi certe responsabilità, a non cedere a ricatti e pressioni morali in quanto anche la nota del MIUR li chiama in causa solo dopo aver ricordato la responsabilità delle famiglie e del dirigente. E’ bene quindi non invertire l’ordine di gerarchia e di priorità delle responsabilità, poiché in che in caso di errore, le conseguenze potrebbero essere rilevanti e la buona fede non varrebbero a scagionare l’insegnante zelante. L’invito è dunque quello di tutelarsi il più possibile anche a costo di sopportare dure critiche.
Scheda tecnica a cura dell’Avv. Innocenzo D’Angelo e Michela Gallina
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Somministrazione farmaci: MODELLO DI ATTO DI RIMOSTRANZA
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