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Legge di Bilancio, proclamato lo stato di agitazione per istruzione e ricerca
lunedì 16 dicembre 2019
Mercoledì 18 dicembre presidio e flash mob davanti al Miur dalle ore 17 alle 19
Un presidio con flash mob davanti al MIUR mercoledì 18 dicembre dalle ore 17 alle ore 19. Questa l’iniziativa con cui FLC Cgil, CISL FSUR, UIL Scuola Rua, SNALS Confsal e GILDA Unams danno avvio allo stato di agitazione proclamato ufficialmente dalle segreterie unitarie a causa dei troppi nodi che restano ancora irrisolti nel momento in cui la legge di Bilancio 2020 giunge alle battute finali in Parlamento.
Dopo la riunione degli organismi nazionali al teatro Quirino di Roma, le cinque organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Istruzione e Ricerca chiamano ancora alla mobilitazione gruppi dirigenti, quadri e RSU per ribadire con forza gli obiettivi del documento unitario redatto dopo l’evento del 20 novembre.
In testa alle rivendicazioni, l’aumento delle risorse per il rinnovo contrattuale, visto che quelle stanziate nella legge di Bilancio consentono, a regime, un incremento delle retribuzioni di poco superiore all’inflazione: meno di 80 euro medi mensili, ben lontano dall’aumento a “tre cifre” promesso a più riprese.
Le richieste delle sigle sindacali riguardano anche la valorizzazione professionale e la perequazione retributiva rispetto al resto del personale della PA. “Il fatto che oltre il 40% dei lavoratori del comparto beneficia dell’elemento perequativo – affermano Sinopoli, Gissi, Turi, Serafini e Di Meglio - dimostra che le retribuzioni del comparto istruzione e ricerca sono significativamente inferiori a quelle delle altre pubbliche amministrazioni. Se le risorse stanziate per il rinnovo contrattuale sono comprensive della quota necessaria a finanziare il perequativo, l’aumento medio mensile reale si riduce a circa 70 euro: queste - spiegano i leader dei cinque sindacati - devono pertanto essere considerate aggiuntive rispetto a quelle occorrenti per il rinnovo contrattuale. Al fine di conseguire un reale avvicinamento alla media delle retribuzioni europee, è dunque necessario un ulteriore significativo stanziamento”.
Il presidio di mercoledì 18 dicembre punterà i riflettori anche sulle problematiche relative ai punti delle intese del 24 aprile e 1° ottobre rimasti inattuati, a partire dalla questione degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA e dal mancato avvio del tavolo di confronto sui percorsi di formazione e abilitazione. I sindacati contestano inoltre le invasioni di campo su materie contrattuali che si stanno compiendo in sede di conversione del decreto scuola, che interviene sulla mobilità del personale docente; insistono inoltre sulla necessità di rivedere la normativa generale sul pubblico impiego e di rifinanziare e rendere più flessibile la composizione e l’utilizzo dei fondi del salario accessorio. Il presidio rilancerà anche le motivazioni delle manifestazioni unitarie del 3 dicembre sulla ricerca e del 16 dicembre sull’università.
| FLC CGIL | CISL Scuola | UIL Scuola Rua | SNALS Confsal | GILDA Unams |
| Francesco Sinopoli | Maddalena Gissi | Giuseppe Turi | Elvira Serafini | Rino Di Meglio |
Bonus merito e card, Gilda: destinare risorse al contratto
lunedì 16 dicembre 2019
Rino Di Meglio commenta l’emendamento Granato che dirotta le risorse del bonus merito nel Fondo di istituto
“È ora di dire basta al gioco delle tre carte con i fondi stanziati dalla famigerata legge 107/2015 per il bonus merito. Quelle somme, la cui destinazione abbiamo sempre contestato, riguardano unicamente i docenti e devono andare a incrementare le loro buste paga”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’emendamento Granato che dirotta le risorse del bonus merito nel Fondo di istituto, mettendole dunque a disposizione anche del personale amministrativo.
“Oltre allo scippo subito dagli insegnanti, resta il danno provocato dalla ‘Buona Scuola’ con l’istituzione di un sistema premiale concettualmente sbagliato. Con estremo disappunto, siamo costretti a constatare che delle promesse sbandierate prima, durante e anche dopo la campagna elettorale rispetto alla legge 107 - attacca Di Meglio - ben poco si è realizzato, di fatto lasciandone l’impianto pressoché inalterato”.
“Al ministro Fioramonti, nel quale abbiamo trovato in varie occasioni un interlocutore disponibile, chiediamo di inserire nell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto le risorse del bonus merito e anche i 500 euro della card docente. Invece di distribuire oboli, - conclude il coordinatore nazionale della Gilda - occorre con urgenza intervenire sugli stipendi degli insegnanti i cui livelli sono non soltanto di gran lunga lontani dalla media europea, ma anche nettamente inferiori a quelli degli altri dipendenti del pubblico impiego”.
Roma, 16 dicembre 2019
Ufficio stampa Gilda Insegnanti
MODALITÀ DI PRENOTAZIONE PER LE DOMANDE DI PENSIONE
13 dicembre 2019
Gentili colleghi,
sono uscite le scadenze per presentare le domande di pensione. Precisiamo che per poter andare in pensione è necessario fare 2 domande:
- domanda di cessazione (o dimissione dal lavoro) presentabile dal 12/12/2019 fino al 23/12/2019
- domanda di pensione che può essere presentata anche successivamente e che va effettuata entro il 31/01/2020
Da qui si evince l'urgenza di presentazione della domanda di cessazione considerati i tempi ristretti forniti dal Ministero.
Potrete effettuare le domande nei seguenti modi:
- Prendendo un appuntamento in sede Gilda Giovedì 19 Dicembre fino ad esaurimento degli appuntamenti chiamando i soliti numeri della Gilda di Treviso
- Prendendo appuntamento con i patronati convenzionati con la Gilda di Treviso:
- per la zona di Conegliano prendere appuntamento telefonando alla Sig.ra Sara De Stefani al 349 1273447 (patronato INCA)
- per tutte le altre zone (Treviso compresa) prendere appuntamento con la Sig.ra Paola Gasparello chiamando dalle ore 9.00 alle ore 12.00 i seguenti numeri 334 6691867, 0422 1781440, 0422 178144 (patronato ANMIL)
- per Treviso potete chiamare anche Sergio Oddo ai numeri 392 1373121, 0422 582598 (patronato ENASC)
Vi ricordiamo di portare con voi anche i codici di istanze on line.
Pensioni, Gilda: si prospetta scadenza assurda
martedì 10 dicembre 2019
Inammissibile che i docenti siano costretti a scapicollarsi per presentare le domande entro il 31/12: posticipare al 10 gennaio
“Stando a quanto stabilito dalla bozza di circolare sulle pensioni, la scadenza per la ricognizione delle domande di riscatto e computo attraverso l’utilizzo dell’applicativo Nuova Passweb sarebbe fissata al 31 dicembre. Ci domandiamo se si tratti di uno scherzo, tra l’altro fuori stagione perché siamo in periodo natalizio e non carnevalesco, oppure se sia colpa delle sempre più scarsa conoscenza da parte del Miur dei problemi che attanagliano le scuole”.
Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ha inviato al Miur una richiesta di incontro urgente.
“La circolare in questione non è ancora ufficiale, circostanza già di per sé ampiamente criticabile. A ciò - spiega Di Meglio - si aggiunge la tempistica troppo stretta, considerato anche il numero insufficiente di assistenti amministrativi in organico. Inoltre, le segreterie delle scuole non sono formate per utilizzare l’applicativo Passweb che, tra l’altro, richiede la conoscenza di dati non sempre in possesso degli istituti”.
“Non è ammissibile che i docenti siano costretti a scapicollarsi tra patronati e segreterie delle scuole per presentare le domande di pensionamento entro l’assurda scadenza di San Silvestro. Chiediamo, dunque, al Miur di posticipare almeno al 10 gennaio il termine per il completamento delle operazioni”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda.
Roma, 10 dicembre 2019
Ufficio stampa Gilda Insegnanti
Decreto scuola e ricerca, al ministro chiediamo coerenza e lealtà
martedì 3 dicembre 2019
Disattesi accordi e impegni, grave invasione di campo su materie contrattuali
La Camera ha approvato nella seduta di oggi, 3 dicembre, gli emendamenti al Decreto Legge 126/2019 su scuola e ricerca, stravolgendo su molti punti le Intese alle quali il Decreto doveva dare concreta attuazione. Pesante invasione di campo su materie di natura sindacale, come la mobilità. Eluso, ad oggi, l´impegno riguardante le misure da inserire nella legge di bilancio sul sistema delle abilitazioni e per la valorizzazione professionale di docenti e Ata.
Un governo che sottoscrive un accordo e assume degli impegni davanti ai lavoratori deve essere coerente e rispettarli fino in fondo. Ciò significa anche farsi carico in modo attivo di garantire sugli impegni assunti il necessario consenso in Parlamento, pena il venir meno di credibilità e affidabilità.
Quella che si sta delineando è una situazione grave e assai preoccupante, suscettibile di vanificare il buon lavoro fatto ai tavoli di confronto col MIUR nei mesi scorsi. Le invasioni di campo su materie contrattuali, che tolgono valore alle relazioni sindacali, ci riportano ad anni e contesti politici che credevamo superati e che vengono inopinatamente riproposti, un enorme passo indietro che azzera quanto di positivo era stato realizzato a partire dall´accordo del 30 novembre 2016 Governo-Sindacati, in materia di relazioni sindacali.
È urgente un confronto col Ministro per una verifica che chiediamo avvenga quanto prima perché possa avere incidenza sul dibattito parlamentare in corso.
Roma, 3 dicembre 2019
Decreto 126 e legge di stabilità, ministro e Governo si facciano garanti del rispetto delle intese
mercoledì 27 novembre 2019
Comunicato unitario dei sindacati sul dibattito parlamentare in corso
Spetta al Governo, e in particolare al ministro Fioramonti, attivarsi perché il decreto legge 126/2019, cui è affidata l’applicazione di un’intesa, mantenga piena coerenza con i suoi contenuti, senza essere stravolto da emendamenti che vanno in direzione diversa o addirittura contraria, vanificando gli obiettivi per i quali le misure sono state pensate e inserite nel provvedimento. Non è in discussione, ovviamente, la sovranità del Parlamento, ma la credibilità di un governo e di una maggioranza come interlocutori ai tavoli di confronto con le parti sociali. Quando da quei tavoli scaturisce un’intesa, ministro e governo hanno la responsabilità di farsene carico assicurandole il massimo sostegno in sede legislativa.
È inammissibile che i sindacati, nella più totale assenza di necessari momenti di verifica e di confronto, debbano apprendere dalla lettura degli atti parlamentari del moltiplicarsi di proposte emendative, talvolta avanzate da esponenti di maggioranza, chiaramente in conflitto con le finalità originarie del decreto e con le intese cui dev’essere data attuazione.
Ci sono lacune da colmare e punti importanti su cui non sono ammissibili cedimenti: dalla questione dei facenti funzione di DSGA, alla tutela della continuità didattica per i docenti diplomati, alle misure straordinarie per la stabilizzazione di tutti gli insegnanti precari, compresi i docenti IRC. Addirittura ci sono proposte che invadono pesantemente la sfera delle prerogative contrattuali in materia di mobilità del personale.
Così non va, il ministro convochi immediatamente i sindacati non solo per fare il punto su una situazione davvero preoccupante, ma soprattutto per dire se e come intende farsi garante del pieno rispetto delle intese da parte del Governo che le ha sottoscritte e della maggioranza che dovrebbe sostenerlo. Ne va della loro credibilità. Vale per le questioni affidate al decreto legge 126/2019 in via di conversione, vale anche per i temi che l’intesa del 1° ottobre demanda a provvedimenti collegati alla legge di bilancio, a partire dalla definizione a regime di un nuovo sistema di abilitazione all´insegnamento: l’accordo era di avviare immediatamente tavoli tematici per la loro predisposizione, tale impegno è stato finora totalmente disatteso.
Roma, 27 novembre 2019
| FLC CGIL | CISL Scuola | UIL Scuola Rua | SNALS Confsal | GILDA Unams |
| Francesco Sinopoli | Maddalena Gissi | Giuseppe Turi | Elvira Serafini | Rino Di Meglio |
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