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La Gilda di Treviso incontra Di Majo per cercare una soluzione alla questione esodati magistrali
Un impegno della Gilda degli Insegnanti di Treviso è quello di incontrare le forze politiche dei diversi schieramenti per chiedere un impegno urgente a risolvere la questione degli esodati magistrali e anche a promuovere una politica a favore della scuola.
Il primo ad offrire la sua disponibilità è stato Luigi Di Majo.
In allegato i contenuti dell'incontro.
Sempre in allegato un altro documento riassuntivo della situazione esodati.
Un caro saluto a tutti
Michela Gallina
Una soluzione politica che ricomponga i diritti di tutti
giovedì 4 gennaio 2018
Nota unitaria delle organizzazioni sindacali dopo l´incontro al MIUR su sentenza CdS
Si è aperto oggi, 4 gennaio, in seguito alla richiesta dei sindacati, il confronto con il Ministero della Pubblica Istruzione in merito alle conseguenze della decisione dell´Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che nega il diritto ai diplomati magistrali prima del 2001-2002 ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.
Unitariamente FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno posto sul tavolo le loro richieste, considerando come priorità:
• salvaguardare l´anno in corso, tutelando la continuità didattica e la serenità del lavoro dei tanti docenti che in forza delle sentenze cautelari stanno operando con serietà nelle scuole;
• riaprire le graduatorie d´istituto per permettere l´inserimento dei docenti che, collocati in GAE e quindi in prima fascia d´istituto, erano stati esclusi dalla seconda fascia;
• salvaguardare i punteggi acquisiti mediante il servizio svolto in questi anni in forza delle sentenze cautelari.
• A regime prevedere una norma ad hoc al fine di ricomporre i diritti dei docenti a vario titolo interessati al contenzioso in questione.
Il Ministero, ritenendo necessario acquisire un preventivo parere dell´Avvocatura dello Stato sulle modalità con cui gestire una vicenda con aspetti di rilevante complessità giuridica, si è detto pronto a riconvocare i sindacati non appena conclusa tale fase di approfondimento. Ha inoltre convenuto sulla necessità di una riflessione generale sui meccanismi di reclutamento da utilizzare per la scuola dell´infanzia e primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per i precari della secondaria di primo e secondo grado.
“Occorre pensare ad una soluzione politica del problema” sostengono i segretari generali Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio. “Ci troviamo di fronte ad un quadro complesso ma bisogna tutelare gli interessi di tutti. Non si può pensare di cancellare un´intera categoria di lavoratori e lavoratrici che in molti casi operano già da anni nella scuola. L´Amministrazione dovrà trovare una soluzione che riconosca i diritti di tutti e non lasci a casa nessuno”.
Roma, 4 gennaio 2018
FLC CGIL Francesco Sinopoli
CISL SCUOLA Maddalena Gissi
UIL SCUOLA RUA Giuseppe Turi
SNALS CONFSAL Elvira Serafini
GILDA UNAMS Rino Di Meglio
Verbale incontro 4 gennaio 2018
Il giorno 4 gennaio 2018, presso il MIUR, il Sottosegretario Vito De Filippo, il Capo di Gabinetto, il Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione e il Direttore generale per il personale scolastico hanno incontrato i segretari generali delle Organizzazioni Sindacali rappresentative per il comparto Istruzione e Ricerca, presso il Ministero dell´istruzione, dell´università e della ricerca, in merito alla sentenza n. 11 del 2017 resa dal Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria.La sentenza riguarda l´utilità del titolo di diploma magistrale conseguito entro l´anno scolastico 2001/2002 ai fini dell´inserimento nelle graduatorie ad esaurimento, successivamente alla loro costituzione a partire dalle ex graduatorie permanenti.
La legge n. 341 del 1990 (articolo 3, comma 2) ha previsto per la prima volta che il diploma di laurea costituisse titolo necessario per l´accesso ai concorsi nella scuola dell´infanzia e primaria, e quindi anche per l´inserimento nelle graduatorie prima permanenti, poi ad esaurimento, che danno accesso al ruolo. Precedentemente, il titolo previsto per la partecipazione ai concorsi era invece quello di diploma magistrale.
I predetti corsi di laurea furono però attivati solo a partire dall´anno accademico 1999/2000. Perciò, con il decreto interministeriale 10 marzo 1997 fu previsto un regime transitorio, che conservò ai diplomi magistrali conseguiti entro l´a.s. 2001/2002 il valore di titolo idoneo a consentire la partecipazione alle sessioni riservate di abilitazione all´insegnamento finalizzate alla inclusione nelle graduatorie permanenti o ai concorsi per titoli ed esame a posti di insegnamento.
Negli anni si è instaurato un corposo contenzioso dinanzi soprattutto ai giudici amministrativi, col quale numerosi diplomati magistrali (con titolo conseguito entro il 2001/2002) non iscritti nelle ex graduatorie permanenti, hanno vantato l´ulteriore utilità del loro titolo di studio anche al fine dell´inserimento nelle graduatorie ad esaurimento.
A seguito della sentenza in adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 11 del 2017, tali richieste sono state dichiarate infondate giuridicamente. Al riguardo, si sottolinea che la decisione assunta in adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha la funzione di assicurare che i giudici amministrativi interpretino in maniera uniforme la normativa, in occasione delle future sentenze, tenuto conto che in passato vi erano stati diversi orientamenti giurisprudenziali.
Il Sottosegretario De Filippo, richiamata brevemente la predetta complessa situazione giuridica risalente a numerosi anni addietro, informa le Organizzazioni Sindacali che la presenza di diritti e interessi contrapposti, tra i diplomati magistrali e gli altri abilitati all´insegnamento nella scuola dell´infanzia e primaria, impone la massima attenzione nella doverosa esecuzione della sentenza e delle successive sentenze di merito da parte dell´autorità amministrativa. In attesa dei nuovi giudizi di merito, il Ministero, al fine di poter ottemperare correttamente alla predetta decisione, ha analizzato tutte le diverse situazioni giuridiche e di fatto esistenti e/o consolidate, con particolare riferimento alla concreta gestione delle graduatorie e dei rapporti di lavoro nelle more instauratisi con i soggetti già inseriti (seppure con riserva) nelle GAE.
Proprio per questo, l´Amministrazione il 22 dicembre 2017 ha tempestivamente coinvolto l´Avvocatura Generale dello Stato, chiedendo un parere sui tempi e sulle corretta modalità di esecuzione della suddetta decisione considerate le diverse fattispecie ed al fine di garantire l´uniformità di attuazione sul territorio nazionale.
Il Direttore generale per il personale scolastico ha, quindi, fornito i dati principali in merito al numero di soggetti coinvolti. I diplomati magistrali iscritti nelle GAE a seguito dei contenziosi di cui trattasi sono più di 43.000, mentre sono più di 6.000 quelli che sono stati assunti in ruolo, pur se con riserva non essendo destinatari di sentenze passate in giudicato. Questi ultimi sono concentrati per lo più nelle regioni del Nord.
Le OO.SS., prendendo atto della posizione dell´Amministrazione, hanno rappresentato l´esigenza di una soluzione complessiva della questione.
Al termine del confronto le Parti hanno convenuto di riconvocare il tavolo politico non appena intervenuto il parere dell´Avvocatura dello Stato, tenuto conto della esigenza condivisa di una ordinata conclusione dell´anno scolastico in corso e convenendo tra l´altro sulla necessità di una riflessione generale sul meccanismo di reclutamento da utilizzare per la scuola dell´infanzia e primaria, anche alla luce delle soluzioni già adottate dal Governo per la scuola secondaria.
Nelle more di tale riconvocazione, le Parti si impegnano a monitorare congiuntamente e costantemente, in apposito tavolo tecnico, l´evolversi della situazione.
"L´aumento di 85 euro resterà un miraggio"
giovedì 4 gennaio 2018
E´ quanto afferma Rino Di Meglio al termine dell´incontro di questa mattina tra Aran e sindacati per il rinnovo del contratto della scuola
"Purtroppo, come avevamo previsto, l´aumento stipendiale non arriverà nemmeno agli 85 euro promessi dal Governo".
È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, al termine dell´incontro avvenuto questa mattina tra Aran e sindacati per il rinnovo del contratto della scuola.
"Si parla di un aumento medio - spiega Di Meglio - che andrà applicato in percentuale nell´ordine del 3,48 per cento, come indicato dal Mef nelle linee guida sul nuovo meccanismo di incrementi stipendiali per tutto il comparto della Pubblica amministrazione. Un lieve incremento per il settore scuola ci sarà, dovuto alla diversa decorrenza del contratto, ma sarà garantito soltanto per il 2018. Per quanto riguarda la nostra richiesta di riportare nel perimetro della contrattazione le risorse stanziate nella legge 107, a cominciare dal ‘bonus merito´ e dalla card di aggiornamento docente, - aggiunge Di Meglio - l´Aran rimanda la decisione al Miur".
Sul fronte delle relazioni sindacali, che costituisce l´altro tema all´ordine del giorno della riunione di oggi, il coordinatore della Gilda ha chiesto, rifacendosi a una sentenza della Corte Costituzionale in merito, di non estromettere dalla contrattazione integrativa e di istituto le sigle sindacali rappresentative ma non firmatarie.
"Anche per quanto concerne le relazioni sindacali - dichiara Di Meglio - la contrattazione si muoverà nel solco di quanto stabilito per le Funzioni Centrali: non c´è spazio, dunque, per la reintroduzione dell´articolo 6 ma viene semplicemente introdotto il confronto con i sindacati che, di fatto, non rappresenta alcun vincolo per l´Amministrazione".
Roma, 4 gennaio 2018
Ufficio stampa Gilda Insegnanti
A tutti i Nostri Iscritti Auguriamo un...

Professione docente: on line il numero di gennaio 2018
Tante le voci che arricchiscono le pagine di questo numero: Rino Di Meglio, Adolfo Scotto di Luzio, Tomaso Montanari, Marco Morini, Roberto Casati, Fabrizio Tonello. E molti altri.
- Il dovere di parlar chiaro. Di Renza Bertuzzi - Le promesse mancate della politica sulla scuola e sui docenti. A cura di Renza Bertuzzi e Ester Trevisan
- Il futuro delle pensioni: ecco le proposte della Gilda. Di Rosario Cutrupia - - Vorremmo sapere... Di Fabrizio Reberschegg - - Elezioni RSU 2018 - - Copiare nello studio: un imbroglio del mercato globale. Di Marco Morini - Esame finale del I ciclo: eppur si muove. Di Fabio Barina - La cancellazione del voto di condotta e la crisi dell´autorità adulta. Di Gianluigi Dotti - Dire di No. Di Adolfo Scotto di Luzio - Quante volte avete guardato il vostro telefonino, oggi? Di Fabrizio Tonello - Il diritto di riparare. Di Roberto Casati - Concorso di ... colpa. Di Antonio Antonazzo - Il malo bonus. Di Antonio Gasperi - Dyslexia o Dysdaxia: de-medicalizzare l´infanzia. Di Piero Morpurgo - 1927: il Nobel per la Pace a un insegnante difensore delle Scuole! Di Piero Morpurgo
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Le promesse mancate della politica sulla scuola e sui docenti
mercoledì 27 dicembre 2017
Inutile che i politici promettano se non stanziano impegni economici né presentano programmi. Il punto del Coordinatore nazionale, Rino Di Meglio
In attesa di quel contratto che doveva essere chiuso entro il 2017, dopo ben otto anni di vacanza contrattuale (dizione che, tradotta dal burocratese, significa che per tutti quegli anni i docenti sono stati costretti a vivere con lo stesso stipendio, mentre il costo della vita aumentava vertiginosamente e perciò difficilmente avrebbero potuto godersi la vacanza), abbiamo pensato di ripercorrere il cammino scivoloso delle promesse dei politici, di fronte alle quali quelle da marinaio risultano roba da dilettanti.
Vediamo dunque insieme, perché la conservazione della memoria è cosa buona e giusta, quanto era stato promesso per confrontarlo a cose fatte con la realtà effettuale e cerchiamo di capire, con l’ aiuto del Coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, quali di quelle assicurazioni non potevano che essere illusioni diffuse con piena consapevolezza da parte della politica che sarebbero state disattese.
1) Di Meglio, i giornali ci ricordano una lunga serie di promesse sul rinnovo contrattuale dei docenti, in attesa da otto anni. Promesse trionfanti che rimarranno tali. Quali di queste promesse erano già in partenza inapplicabili e quali avrebbero potuto essere mantenute se ci fosse stata una sincera disponibilità politica?
a) 7 Maggio 2017. Ministra Fedeli: Il rinnovo del contratto dei docenti va sottoscritto entro la fine del 2017.
Si tratta dell’unica promessa che poteva essere rispettata, anche se ormai i tempi sembrano molto ristretti perché al momento in cui scriviamo manca appena un mese alla fine dell’anno, festività comprese, e sicuramente per redigere un buon contratto non bastano pochi giorni. C’è inoltre da considerare che il contratto del comparto Scuola, Università, Afam e Ricerca è molto complesso perché ne comprende quattro in uno.
Tutte le altre promesse (riportate nel riquadro in questa pagina n.d.r), che riguardano la triste condizione economica degli insegnanti italiani, erano enunciazioni puramente “politiche” in quanto il Governo, del quale fa parte la ministra Fedeli, non ha fatto corrispondere quegli impegni economici necessari alla loro realizzazione né presentato programmi per risalire la china.
2) Come si svolgono gli incontri tra Amministrazione e sindacati per discutere dei temi relativi al rinnovo? Quali elementi sono preponderanti nelle valutazioni?
Gli incontri per il rinnovo del contratto si svolgeranno all’Aran.
Purtroppo in tutte le valutazioni l’argomento preponderante è quello economico. Faccio un esempio banale: se dovessimo richiedere al tavolo della contrattazione un giorno in più di permesso retribuito per i docenti, l’Aran ci risponderebbe subito facendo il conteggio del costo di quella giornata e lo sottrarrebbe dalle risorse già magre stanziate per l’aumento delle retribuzioni.
Poi gli sforzi di migliorare le condizioni di lavoro nelle scuole sono spesso vanificati dai dirigenti scolastici che frequentemente non sono in grado o non vogliono rispettare le norme contrattuali. Potrei fare, a tal proposito, moltissimi esempi, ma mi limito a citare il piano annuale delle attività, che dovrebbe dare agli insegnanti la certezza dell’orario di lavoro, l’obbligo della forma scritta nell’assegnazione degli incarichi e l’obbligo di concludere la contrattazione d’istituto entro il primo mese di scuola. Non essendo previste sanzioni, registriamo purtroppo violazioni sistematiche e generalizzate del contratto che si possono risolvere soltanto nelle aule dei tribunali.
Con la scusa dell’autonomia, l’Amministrazione scolastica centrale e periferica se ne lavano le mani.
3) Chi decide la modalità degli incontri e il calendario? Perché i sindacati non hanno premuto per accelerare i tempi?
Modalità e calendario degli incontri sono stabilite dall’Aran. Tutti i sindacati hanno fatto pressioni per accelerare i tempi, ma il vero responsabile del ritardo è il Governo perché, fino a quando le risorse non saranno disponibili con l’approvazione definitiva della Legge di Stabilità, non sarà possibile concludere alcun contratto.
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Parole Parole
Breve ma rappresentativa rassegna stampa sulle dichiarazioni della ministra Fedeli sul rinnovo contrattuale dei docenti
7 maggio 2017
Il rinnovo del contratto dei docenti va sottoscritto entro la fine del 2017: conterrà i nuovi criteri sulla valutazione, compreso il bonus annuale, previsti dalla L.107/15. A dirlo è stata la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, intervistata domenica 7 maggio dalla giornalista Lilli Gruber al Festival della Tv.
“Voglio il rinnovo contrattuale entro quest’anno”, ha detto la responsabile del ministero dell’Istruzione.
16 giugno 2017
Valeria Fedeli, si legge su Il Fatto Quotidiano, non nasconde che il suo obiettivo è aumentare lo stipendio dei docenti: “Si devono saper accompagnare anche contrattualmente le innovazioni che si vogliono portare nella scuola. Dobbiamo ridare autorevolezza e riconoscimento economico a chi insegna perché è una delle professioni più importanti. La battaglia culturale e politica è quella di riconoscere economicamente il valore di questo mestiere. Solo così potremo avere l’architetto che sceglie di insegnare.
30 giugno 2017
«Gli insegnanti? Dovrebbero guadagnare il doppio». No, non è un sindacalista in trincea per il rinnovo del contratto bloccato da otto anni a parlare così, ma la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, ospite di David Parenzo alla trasmissione L’Aria che tira di La7. «Io penso che quella dell’insegnante dovrebbe essere una delle professionalità maggiormente pagate in questo Paese perché hanno in mano il futuro e il destino dei giovani», ha detto Fedeli tornando a vestire per un attimo i panni della sindacalista di lungo corso. «Ma quanto secondo lei?», le ha chiesto Parenzo. «Il doppio di quello che prendono oggi».«Quindi circa tremila euro?». «Più o meno - ha risposto lei -. Come del resto fanno negli altri Paesi, la Francia e la Germania, in particolare in Germania».
19 luglio 2017
“Il confronto è uno strumento essenziale e il dialogo deve essere costruttivo. Docenti pagati poco? Hanno bisogno del rinnovo del contratto, sono passati 8 anni! Rinnovo e aumento in busta paga? Assolutamente, abbiamo già due accordi sindacali stipulati durante il governo precedente. Partiamo da qui. L’aumento si aggira sugli 85 euro medi. Diamo riconoscimento sociale ed economico a queste persone”.
23 agosto 2017
Non è giusto che “la retribuzione dei docenti sia la più bassa di tutta la Pubblica amministrazione“. Lo afferma al Meeting di Cl la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli,aggiungendo di essere “pronta a fare la battaglia” per l’aumento degli stipendi.
“Se si ritiene importante, quale in effetti è, il ruolo dei docenti e dell’insegnamento – spiega Fedeli – lo devi socialmente riconoscere, anche dal punto di vista retributivo”.
(da Professione docente, gennaio 2018)
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mercoledì 27 dicembre 2017












